Milano è una città che ha sempre distrutto il suo passato riedificandosi su di esso, tuttavia l’eredità romana si manifesta ancora in diverse zone della città: le colonne e la basilica di San Lorenzo, i resti dell’antico anfiteatro, la zona del circo tardoantico. Quest’ultima in particolare è nota per avere conservato alcune delle poche testimonianze in elevato della città romana, in particolare una torre e alcuni tratti delle mura dell’imperatore Massimiano e la torre dei carceres del circo.
Realizzato tra il 293 e il 294 d.C., il circo era monumento di dimensioni imponenti e misurava esternamente m 470 in lunghezza e 85 in larghezza.
Il circo era un elemento liminare della città: era cioè un ampliamento di quella città compatta che stava rinserrata nelle sue mura e rimaneva ben distinta dal territorio che l’avvolgeva tutt’intorno. Forse anche per questo a partire dall’anno mille all’interno del circo romano, che era ancora ben visibile, si insediarono numerosi monasteri femminili, forse perché avevano bisogno di maggiore protezione. E questo carattere liminare persiste ancora oggi: la parte urbana che si costituisce dentro e sopra il circo, e che allontanandosene ne raccoglie l’eredità e la forma, seguita a costruirsi secondo il tracciato del circo e l’asse nord-sud, mentre la realtà sparsa, fatta di un sistema di terreni sgombri e di strutture isolate – almeno fino alla metà del novecento –, profondamente diversa che è quella della zona di Sant’Ambrogio si costruisce secondo la direzione della città e l’asse nordovest-sudest.

(segue)

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